Mi piace tanto leggere e scrivere, perché grazie a queste due semplici azioni riesco a scaricare le mie tensioni e, poi, così, riesco a non pezzarmi di ansiolitici, di erbe, di omeopatia o cose simili.
Io sono una donna tesa, questo lo ammetto. Tendo alla tensione in modo del tutto naturale, vivo un po’ sempre sul chi-va-là, come un cane in difesa o come un gatto in attesa. Il mio baricentro è attraversato da una corda di violino.
Quando, la sera, non prendo sonno, quando i miei pensieri si fanno un po’ cupi, io mi metto avanti al pc e inizio a leggere i blog. Vado un po’ di qua e un po’ di là e, spesso, mi chiedo come sia possibile che qualcuno senta la necessità di scrivere un diario in rete.
Ecco, ora lo so: la voglia nasce quando qualcosa non va e quando non sai dare un nome a quel qualcosa, quando non sai come e con chi parlarne o quando sai cosa sia ma non te la senti di coinvolgere gli amici, i genitori o i colleghi. Il blog è un angolo di strada dove mettere la propria orma che vacilla con la speranza che qualcuno passi e ti dia il consiglio o la soluzione.
Luigi è il mio problema. Amo Luigi. L’amore è il mio problema.