E’ un anno e 2 mesi che vivo nella mia tana per criceti con balconcino ed essa è stracolma di amore d’indipendenza. Quando l’ho vista, per la prima volta, me ne sono pazzamente innamorata, perché era come me: piccola e ribelle, impossibile da tenere ordinata ma calorosa, semplice e variopinta.
La mia padrona di casa ha deciso di venderla.
Io vorrei tanto comprarla.
Mangiando il gelato, ieri, l’ho detto, l’ho urlato: “Voglio comprare la mia tana!” e, così, oggi ho preso i primi contatti con la banca, ho chiesto un aiuto a mio padre e, se tutto andrà bene, sarà mia e del mio cuore.
La voglio, davvero.
Davvero.
Davvero.
Non potrei mai lasciarmela scappare: è 40 mq di piccolezza morbidosa, con 7 scalini verso il cielo e i sogni, un passaporto per i miei prossimi sorrisi e pianti. Ci voglio crescere dentro. Ci voglio amare e odiare, se sarà possibile.
Sarebbe la seconda cosa tutta mia, dopo il tappeto indiano comprato a un’asta di Soverato, l’estate scorsa.
Mi piacerebbe tanto possedere due cose. Ho sempre ambito al pari, nel possesso.